I BOLSCEVICHI AL POTERE

1917 – 1940: DALLA RUSSIA RIVOLUZIONARIA AL TERRORE STALINIANO

Composta da circa 60 immagini provenienti da vari archivi storici internazionali (tra cui alcuni musei russi), la mostra fotografica “I Bolscevichi al Potere. 1917 – 1940: dalla Russia rivoluzionaria al terrore staliniano” è stata realizzata in occasione del centenario della Presa del Palazzo d’Inverno a Pietroburgo avvenuta il 7 – 8 novembre (25 – 26 ottobre secondo il calendario giuliano) del 1917 da parte dei Bolscevichi, colpo di mano che ha dato inizio a a uno dei regimi più violenti del ‘900 finito solo con la caduta del Muro di Berlino. L’esposizione ripercorre tappa per tappa la discesa all’inferno della società russa sotto il giogo della dittatura comunista raccontando dalla Rivoluzione democratica di marzo in cui fu deposto lo Zar alla Rivoluzione d’Ottobre guidata da Lenin e Trotsky, dalla guerra civile alla nascita dell’Unione Sovietica, dalla morte dello stesso Lenin alla nomina di Stalin come successore alla guida del partito, dalle grandi purghe e deportazioni degli anni’30 ai patti con Hitler e all’assassinio di Trotsky.

 

Attori e protagonisti della caduta dello Zar, i partiti democratici e riformisti che ottennero le sue dimissioni e la fine dell’autocrazia, non ebbero l’intelligenza, l’abilità politica e la forza caratteriale per fare fronte alla montante aggressività del partito bolscevico e dei suoi alleati, i socialisti rivoluzionari di sinistra, che approfittarono della loro mancanza di determinazione per prendere il potere con un colpo di mano militare. A supporto dei comunisti c’erano una parte di operai e contadini in nome dei quali il marxismo avrebbe dovuto trionfare per cambiare il mondo e renderlo un nuovo paradiso in terra. Ma le cose andarono diversamente. Sebbene il colpo di stato, le elezioni promesse dai democratici furono fatte e vennero perse dai bolscevichi (presero circa il 24% dei voti). Lenin, incurante del volere del popolo, fece partire immediatamente la repressione del dissenso. Una volta sconfitte con la violenza le forze riformiste democratiche e quelle reazionarie, paradossalmente furono proprio gli operai e i contadini a diventare ben presto i più acerrimi nemici del nuovo potere e i suoi più strenui antagonisti. La storia dei successivi 20 anni è quella di una lunghissima e ferocissima guerra civile, a volte combattuta con le armi, altre con le leggi, che intraprese il partito comunista russo per domare e definitivamente soggiogare proprio quelle classi sociali che più avevano creduto nelle promesse del marxismo e dei suoi carismatici rappresentanti rivoluzionari.

 

 

A cura di:

Alessandro Luigi Perna

Una produzione di:

Eff&Ci - Facciamo Cose

Foto di:

A.G.F. Agenzia Giornalistica Fotografica

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